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  • TAN E TAEG

    Nonostante se ne parli ovunque nei prestiti, spesso ci capita di verificare che i due elementi fondamentali per poterli valutare sono pressoché sconosciuti. Questi due elementi sono i famosi TAN e TAEG. Nonostante TAN e TAEG si trovino, o meglio dovrebbero trovarsi segnalati in ogni comunicazione pubblicitaria o preventivo, molti ne ignorano il significato e a che cosa questi due acronimi si riferiscono. Vediamo quindi di chiarire il significato e soprattutto la differenza fra TAN e TAEG.

    TAN è l’acronimo di tasso annuo nominale e rappresenta il tasso d’interesse effettivo da corrispondere annualmente a chi eroga il prestito. Viene espresso in percentuale e viene calcolato sul capitale e su base annua. In altre parole, è il costo che va pagato alla finanziaria o alla banca in cambio della liquidità immediata che viene concessa con il prestito.

    Il TAN viene detto anche “tasso puro” poiché indica solamente gli interessi da restituire, ovvero l’importo che bisogna corrispondere in un anno per il solo fatto di aver ottenuto il prestito. Il TAN applicato a un prestito viene deciso autonomamente dall’ente finanziatore, che ha liberà di fissare la percentuale di TAN che ritiene più opportuna purché non raggiunga livelli da usura (punita per legge).

    Il TAN è un indicatore fisso: essendo legato a una tipologia di prestito, non subisce variazioni a seconda della durata e all’importo delle rate. Per esempio, ponendo che alla tipologia di prestito “cessione del quinto” la finanziaria X abbia deciso di applicare un TAN dell’4%, indipendentemente dal fatto si opti per una durata di 60 mesi o 120 mesi, il TAN non cambia: sarà sempre 4%.

    Il secondo elemento che si dovrebbe trovare sempre quando si chiede un prestito è il TAEG. TAEG è l’acronimo di tasso annuo effettivo globale (equivalente al ISC – indice sintetico di costo- dei mutui) ed è anch’esso espresso in percentuale. Il TAEG deve indicare per legge il reale costo del prestito, comprendendo tutti gli elementi che influiscono sul costo effettivo.

    Per questo motivo il TAEG esprime in forma percentuale la somma complessiva che si andrà a rimborsare per il prestito ed è il dato più completo poiché comprende sia gli interessi sia tutte le spese accessorie.

    Le spese accessorie che devono essere incluse nel TAEG per legge sono tutte quelle spese obbligatorie connesse alla pratica di prestito:

    – spese d’istruttoria (se previste contrattualmente);;
    – spese di revisione del finanziamento;
    – spese d’apertura e chiusura della pratica di prestito;
    – spese di riscossione dei rimborsi e d’incasso delle rate (se previste contrattualmente);
    – spese di assicurazione o garanzia obbligatorie, intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito;
    – eventuale costo dell’attività di mediazione
    – ogni altra spesa, contrattualmente prevista, connessa con l’operazione di prestito.

    Contenendo tutti questi elementi, il TAEG, a differenza del TAN, può variare in base alla durata e all’importo del prestito. Se ad esempio, per un certo tipo di prestito sono previsti dei costi fissi che restano invariati sia che venga scelta una durata di 60 mesi sia 120 mesi, è chiaro che nel secondo caso l’importo verrà “spalmato” su più rate e quindi il TAEG risulterà più basso.

    Inoltre, il TAEG può variare anche in relazione agli interessi: sul TAEG influisce infatti la cosiddetta “rateizzazione degli interessi”: in pratica, Il TAEG aumenta all’aumentare del frazionamento degli interessi e all’aumentare del tasso.

    Un avvertimento tuttavia è meglio farlo per quanto riguarda le polizze assicurative: la normativa stabilisce che nel TAEG debbano essere necessariamente comprese le spese relative alle polizze assicurative obbligatorie, ovvero le polizze imposte dell’ente finanziatore per poter accedere al prestito.

    E’ bene chiarire che per determinati tipi di prestito esistono sia polizze obbligatorie sia polizze cosiddette “accessorie”, ovvero polizze che il contraente nel momento in cui chiede un prestito può decidere volontariamente e facoltativamente di sottoscrivere per avere più tutela. Ad esempio le polizze vita e rischio impiego sono obbligatorie per il prestito con cessione del quinto (e sono quinti comprese nel TAEG), ma sono facoltative per altri tipi di prestito personale. In questo secondo caso, queste polizze sottoscritte facoltativamente potrebbero essere escluse dal TAEG.

    Speriamo di essere stati utili ai nostri lettori aiutandoli a capire il significato e soprattutto le differenze fra questi importanti nonché ricorrenti elementi, TAN e TAEG. Se vi restano dubbi, non esitate a scriverci per chiarimenti!

    Per saperne di più sui requisiti di un contratto di prestito e sulla cessione del quinto.

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