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  • Cessione del quinto

    PRESTITI PER NEOASSUNTI E DIPENDENTI PRIVATI

    La cessione del quinto è un diritto, regolato da legge, per tutti i dipendenti statali o pubblici con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma la questione è leggermente più complessa nel caso di dipendenti privati. In questo articolo troverai tutte le informazioni sulle possibilità di ottenere una cessione del quinto nel caso di appartenenti ad aziende private.

    Innanzitutto ricordiamo che, anche i dipendenti privati, devono essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato per ottenere il prestito ma, in questo caso, viene valutata la situazione finanziaria dell’azienda di appartenenza. Infatti è necessario che si tratti di una società di capitale oppure una cooperativa con almeno 16 dipendenti e almeno tre anni di attività lavorativa senza che in tale periodo ci siano state sofferenze finanziarie. Inoltre, viene valutata la situazione finanziaria degli amministratori della compagnia che non potranno essere protestati o pignorati.

    Una volta controllati questi parametri è possibile richiedere una cessione del quinto, nel caso di dipendenti privati e, il secondo passaggio, è calcolare l’importo ottenibile che, in questo caso dipende non tanto dallo stipendio mensile, ma dal TFR .

    Per conoscere il montante massimo finanziabile (erogato più interessi) di un prestito contro cessione del quinto per il dipendente di una ditta privata è necessario moltiplicare il TFR accumulato per il coefficiente assicurativo della propria azienda. Questo coefficiente è un indice che determina il livello di affidabilità della compagnia in questione con un punteggio dall’1 al 7 e dipende da alcuni parametri come la dimensione della società, la solvibilità economica e lo storico positivo dei bilanci. Minore è il punteggio dell’azienda, maggior rischio rappresenta per le banche.

    Prima della crisi economica dal 2008/2009 era più facile ottenere un finanziamento, molti istituti ritenevano non indispensabile il calcolo preventivo del TFR accumulato in confronto al coefficiente assicurativo, è offrivano ai dipendenti privati, anche neoassunti, il “prestito delega NO TFR” (molto simili alla cessione del quinto) dando precedenza ad altri fattori, come il contratto di lavoro a tempo indeterminato e le caratteristiche dell’azienda.

    Ad oggi, causa crisi economica la situazione è cambiata. Se si pensa al coefficiente assicurativo come indicatore per una richiesta di finanziamento da parte di chi è stato assunto da poco e non ha maturato un importo significativo di TFR, è logico che questa categoria di lavoratori viene automaticamente tagliata fuori dal mondo dei prestiti cessione del quinto, in quanto i tetti massimi di liquidità che si possono ottenere sono irrisori e quindi il prestito non risultava conveniente. Questo è il motivo per il quale i neoassunti non possono ottenere ad oggi la cessione del quinto, non è questione di anzianità ma di TFR accumulato.

    Facciamo un esempio: un dipendente privato con un contratto di lavoro a tempo indeterminato da due anni e un TFR accumulato di circa € 2.000 richiede una cessione del quinto. Questo dipendente appartiene ad un’azienda con 20 dipendenti e un coefficiente assicurativo di livello 4. Per conoscere il montante massimo finanziabile, la banca moltiplica il TFR per il coefficiente assicurativo (€ 2.000 x 4), quindi € 8.000.
    In tale cifra rientrano anche gli interessi, di conseguenza il netto erogato al richiedente sarà una somma inferiore in funzione della durata del finanziamento (più aumenta la durata, maggiori saranno gli interessi e minore l’erogato al cliente). Se nell’esempio di prima, gli interessi ammontassero, supponiamo, € 1.500, il netto erogato sarà di € 6.500.


    Per saperne di più: garanzia pubblica e polizze private nella cessione del quinto e prestiti personali.

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