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  • Aumentano le frodi creditizie: 22.100 casi nel 2011

    Cresce il numero di truffe in Italia nel 2011. Secondo l’ultimo studio dell’Osservatorio sulle frodi creditizie realizzato da Crif, l’anno scorso i casi di frode sono stati più di 22.000. La cosa preoccupante è sicuramente che i rapinatori usano tecniche sempre più sofisticate e, 1 frode su 4 supera i 10.000 €.Quelle truffe di importo inferiore ai 3.000 € hanno registrato però l’incremento piùconsistente, nel concreto hanno subito una crescita del 10 per centro in più rispetto all’anno precedente. Uno dei motivi, sempre secondo lo studio della Crif, è che i finanziamenti di piccolo importo sono quelli con tempi di erogazione più rapidi e magari con controlli meno esaustivi.

    La tipologia di finanziamenti più colpita dal fenomeno delle frodi creditizie, ben nel 79,4% dei casi, si conferma essere quella dei prestiti finalizzati, che aumentano del 6,9% rispetto all’anno precedente e producono un bottino di oltre 6.100 €.Rimane stabile invece, la quota di frodi sui prestiti personali, tipologia di finanziamenti che presuppone istruttorie automatizzate più approfondite da parte degli Istituti di credito in fase di accettazione, per le quali però si registra un aumento dell’8,1% dell’importo medio, che raggiunge i oltre 13.300 €.

    Queste cifre rappresentano un leggero aumento rispetto al 2010 sebbene c’è stata una riduzione delle richieste di finanziamenti da parte delle famiglie. Infatti, la situazione in Italia è preoccupante in quanto, secondo gli esperti di Crif, si tratta di una situazione in costante evoluzione e le previsioni sono di una ulteriore crestita anche per l’anno in corso. Per il 2012, infatti, l’aspettativa è di un’ aumento di frodi perpetrate con tecniche ancora più innovative, come ad esempio l’utilizzo congiunto di strumenti di finanziamento e di pagamento cross-market per un rapido riciclaggio.​Le frodi creditizie, vengono realizzate mediante il furto di identità e la conseguente richiesta di credito utilizzando illecitamente dati identificativi altrui o creando delle false identità.

    “I dati che emergono dal nostro Osservatorio purtroppo confermano che il fenomeno delle frodi creditizie non è assolutamente in crisi e, anzi, si sta facendo sempre più sofisticato. Tra i motivi per cui si cade facilmente vittima di frode creditizia tramite furto d’identità – spiega Maria Luisa Cardini, Senior Business Consultant di CRIF – indubbiamente bisogna citare l’estrema facilità che i criminali hanno nell’accedere a informazioni personali e riservate altrui, attraverso documenti cartacei o in formato digitale ma anche grazie all’enorme diffusione dei profili scaricabili dai social network. In effetti, è più semplice di quanto si possa pensare carpire le informazioni necessarie per ricostruire il codice fiscale e alcuni dati anagrafici di una persona ignara dei rischi. Con questi dati, poi, la tecnica utilizzata dai frodatori è quella di produrre documenti falsi, i quali vengono utilizzati per la richiesta di finanziamenti ma anche per altre operazioni truffaldine come l’apertura di conti correnti, il cambio di assegni, ma anche la richiesta di leasing auto e la cessione del quinto dello stipendio.

    Nascondersi dietro una identità falsa, inoltre, è un espediente adottato da chi vuole usare schede telefoniche che in caso di intercettazioni non siano facilmente riconducibili al soggetto e da coloro che utilizzano operazioni bancarie e finanziarie a scopo di riciclaggio. Per questo motivo è fondamentale mantenere alta l’attenzione verso un efficace riconoscimento anagrafico da parte degli operatori”.

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